ASI TV | Spazio verticale: Dragon e l'era low cost
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Dragon, missione compiuta. La capsula spaziale targata SpaceX ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale: catturata dal braccio robotico - manovrato dagli astronauti Tim Peack e Jeff Williams - la navetta dell’azienda di Elon Musk è stata agganciata al modulo Harmony assieme alle sue tre tonnellate di rifornimenti. Il vettore Falcon9, dopo aver consegnato in orbita la capsula, è atterrato in verticale su una chiatta a largo dell’Oceano Atlantico. Falcon e Dragon segnano così un nuovo importante passo avanti verso la realizzazione della piena operatività di mezzi di trasporto spaziali riutilizzabili costruiti dall’industria privata. Quello dei voli da/per la ISS è uno scenario in fermento, rivoluzionato a partire dal pensionamento dello Space Shuttle: la flotta di taxi spaziali americani di casa NASA ha concluso la sua carriera nel 2011, dopo aver completato 135 missioni e portato in microgravità 833 astronauti, aprendo di fatto il mercato ad aziende come la SpaceX. In questa prospettiva di competitività, l’accesso all’orbita operato con mezzi di trasporto riutilizzabili diventa una realtà sempre più performante e low cost: basti pensare ai 450 milioni di dollari investiti per ogni singolo volo Shuttle, contro i 60 o 90 necessari lanciare Falcon, un vettore versatile in grado di affrontare più di un viaggio, di cui si potrebbe addirittura riutilizzare il primo stadio, con un ulteriore risparmio del 30 per cento. Con il volo del falcone e l’approdo del drago, la SpaceX guida il sogno low cost dello spazio post Shuttle


ASI Agenzia Spaziale Italiana, 2015